Cardinale Angelo Bagnasco
Omelia all'Assemblea Regionale degli scouts dell'AGESCI
18 novembre 2007 - Chiesa di S. Marta
Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, cari amici, il mio affetto, la stima, la benevolenza, per il mondo degli scouts è nota a tutti, ma desidero ugualmente riconfermare questi miei sentimenti che fanno parte della mia storia personale, in questo momento di Celebrazione Eucaristica.
Voi siete qui da due giorni, mi pare, per questa vostra assemblea regionale!
Avete fatto molte cose, come sempre: discussioni, riflessioni, mozioni, nomine, avete rinnovato le vostre motivazioni di servizio, di scelta, ma la cosa più importante è questa: "LA MESSA", siatene consapevoli!
Questa è la cosa più importante di questi due giorni, questo momento.
Non che il resto non lo sia, ma ho detto: "LA PIU' IMPORTANTE", perché per noi cristiani se tutto non parte dall'altare del Signore, cioè da Gesù e da Gesù Eucarestia, se tutto non è visto nella Sua Luce, se tutto non è sostenuto dalla Sua Grazia, se tutto non ritorna a Lui della nostra vita personale, delle nostre comunità cristiane e della vostra associazione, a che serve?
Ci viene in mente la parola del salmo: "Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori" e voi siete costruttori.
Tutti noi siamo costruttori, costruttori di qualcosa che vogliamo essere bello, grande, nobile, utile, ma più andiamo avanti negli anni e voi avanti lo siete per quanto giovani, più ci accorgiamo che è vano il nostro affannarci, le nostre fatiche, i nostri sacrifici, il nostro lavoro, la generosità dei nostri sforzi, a qualunque livello e in qualunque ambito; se non c'è qualcuno che è più grande di noi e che ci ama, ci vuol bene, che non prende in mano le nostre fatiche, la nostra generosità e costruisce la casa.
Tanto più per voi che la casa che volete costruire, è la casa dell'uomo, è la casa della persona!!!!
Servire i ragazzi, i giovani, dai lupetti in sù, non è forse costruire una persona?
Certo, non siete gli ultimi gli unici artefici, meno male!! Ce ne sono tanti altri ma siete artefici reali, siete servitori veri di questo splendido compito che è costruire le persone, perché vedete i problemi del mondo di ieri, di oggi e di sempre, sono molti, le sfide sono grandi, lo vediamo!!
È un'ora della storia quella che la Provvidenza ci dona di vivere - spero che ne siamo tutti coscienti - ricchissima di complessità, di sfide, di problemi nuovi, mai affrontati prima, basta pensare che non si sa più chi sia l'uomo!! Qual'è la differenza specifica? Che cosa ci differenzia dal resto della natura? Non è mica più chiaro!!
Basta guardarci in giro, basta leggere le cose e questa è una sfida decisiva, che forse mai la storia certamente dell'ultimo millennio aveva mai posto alla riflessione degli uomini.
Ebbene dicevo, l'ora che la Provvidenza ci dona di vivere, è un'ora estremamente complessa, complicata, anche difficile ma straordinariamente bella! Straordinariamente bella!
Noi siamo qui dentro a quest'ora, voi siete qui! Nulla è a caso secondo la lettura della FEDE e siamo chiamati a mettercela tutta, a fare del nostro meglio, veramente del nostro meglio, a spendere quei famosi talenti che ognuno ha per la grazia di Dio, per tutti e a servizio di tutti, perché possiamo lasciare il mondo un pò migliore e quanto ce n'è bisogno, di lasciarlo al futuro un pò migliore di oggi.
Raccoglietela questa sfida, con grande consapevolezza, con grande intelligenza perché ce n'è bisogno, con grande entusiasmo, sapendo che veramente noi siamo servitori, noi siamo chiamati a servire un'opera che è più grande di noi, ma che con la grazia di Dio si compirà.
Costruire la persona, i vostri ragazzi, i vostri giovani, ma vorrei in questo contesto richiamare una prima cosa fondamentale, che forse ho già richiamato l'anno scorso, non mi ricordo con precisione ed è questo: ricordare una cosa tanto semplice e spesso oggi le cose semplici, sono quelle che si dimenticano.
Attenzione, perché le cose semplici spesso sono quelle fondamentali e se si dimenticano i fondamenti, non si costruisce proprio niente.
Una cosa molto semplice ma fondamentale è che per accendere la luce, bisogna essere luce e che per accendere la vita, bisogna essere vivi.
Per accendere la luce, per accendere la vita, non è forse questo costruire la persona? Non è forse questo, educare un uomo ad essere sé stesso, al meglio di sé stesso?
Che cosa significa essere luce ed essere vivi, senoché innanzitutto, noi dobbiamo essere persone adulte, educate, responsabili, libere, per poter accendere delle libertà?
Com'è difficile essere adulti, essere liberi, com'è difficile!! Non basta avere gli anni, quelli non è merito, è necessario essere vivi dentro, essere accesi dentro, non spenti.
Si può avere vent'anni ed essere spenti, essere vecchi, vecchi perché spenti, non vecchi per gli anni; perché questa è la vera vecchiaia: "lo spegnimento interiore dell'anima".
Il non vibrare per la verità, il non avere più passione di lottare, come ci dice il Vangelo, perché la vita è lotta, (puoi lottare per il Vangelo)!!
Questo significa spenti e se siamo spenti dentro, che cosa accendiamo fuori? Se siamo schiavi dentro, che cosa liberiamo fuori di noi? Se siamo morti interiormente, che cosa vivifichiamo negli altri?
Questa è la prima considerazione e voi capite che è un grande invito per tutti noi, che siamo adulti e che abbiamo responsabilità nella vita della chiesa, della comunità cristiana, nella vita della propria associazione, delle proprie famiglie.
Invito a non fermarci mai, a non crederci mai arrivati, a saperci continuamente chiamati a crescere interiormente e crescere significa anche purificarci, lasciarci tagliare, potare, in ciò che ci può essere caro, come abitudine di pensare, di costume, ma può essere sbagliato.
Qui è dura la cosa, perché se intendiamo solo crescere, acquisire nuove cognizioni, competenze, prospettive, esperienze; è bello fare l'esperienza!! Come se la vita fosse una sequenza, una somma di esperienze, ma non è questa la vita!!
La vita non è una somma di esperienze, è vivere in profondità ciò che dobbiamo vivere, anche se fosse una sola esperienza in tutta la vita che importa!! È forse il quanto che ci qualifica o è il come?
L'invito preliminare allora è proprio questo: noi siamo educatori, servitori dell'altro, della sua persona, della società, della chiesa, nella misura in cui innazitutto noi non ci crediamo assestati, ma ci sappiamo in un cammino di continua conversione.
Uso adesso questa parola imminentemente religiosa e allora passo al Vangelo.
La pagina quanto mai stimolante che v' invito a rileggere per conto vostro con calma, magari questa sera, domani: (il Vangelo di Luca al capitolo 21).
Com'è bella questa pagina, com'è bella!!
È Gesù che parla: "Guardate di non lasciarvi ingannare!!
Molti verranno sotto il mio nome, dicendo sono io, il tempo è prossimo, non seguiteli!!
Quando sentirete parlare di guerre e rivoluzioni, non vi terrorizzate!!
Si solleverà popolo contro popolo, ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi, vi perseguiteranno, trascinandovi davanti a re e governatori a causa del mio nome.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti, dagli amici, metteranno a morte alcuni di voi, sarete odiati da tutti per causa del mio nome".
Com'è bella questa pagina di Vangelo, perché è questo il primo punto del Vangelo odierno: ci chiama Cristo, ci chiama ad essere seri, ci ricorda che la vita non è un buonismo diffuso, non è una mescolanza di opposti, tutto va bene perché tutto c'è.
La vita è lotta, è fatica, significa vivere nelle contraddizioni da affrontare, da superare con la grazia di Dio.
Cari amici se voi capi aveste una visione della fede cristiana, della vita cristiana, come una rosea passeggiata tra i fiori, tra i prati, anziché una dura route per i monti, con tutto quello che voi ben conoscete, che noi conosciamo di una route che si rispetti, tradireste i vostri ragazzi.
La vita cristiana è veramente una route impegnativa, è fatica, è lotta contro noi stessi, la tentazione di sederci, di rinunciare di fronte alle salite, alle discese, alla fame, alla sete, al peso dello zaino, ai contrattempi.
La vita cristiana è questa!!!!
Il rischio che Gesù in questa pagina evangelica ci invita a considerare seriamente, è quello della confusione. Non lasciatevi ingannare! Non lasciatevi ingannare!
Verranno falsi maestri, quanti falsi maestri anche oggi come in tutte le epoche della storia, ma il cristiano è chiamato a non farsi ingannare e ad arrivare al termine della propria vita, dell'avventura della propria esistenza terrena, saldo nella VERITA' DELLA FEDE.
Com'è possibile non lasciarci ingannare e camminare diritti nella verità di Cristo, in mezzo a un pullulare di voci, di contrasti, di urla, di fatti, di maestri ingannevoli, di opinioni ricorrenti, che tenderebbero a farci credere che tutto è equivalente nella vita?
Ogni posizione morale, ogni scelta, tutto è equivalente e se tutto è equivalente, nulla vale!
Come possiamo attraversare il cammino della vita, questa splendida route che è segnata, come dice il Vangelo dalla tentazione della confusione, del disorientamento, delle idee, delle convinzioni, com'è possibile?
Siamo destinati ad essere dei camminatori incerti, a tentoni, ad esperienze, ad esperimenti ma intanto la vita passa e arriveremo al termine della vita ancora a tentoni, per vedere dov'è la verità delle cose, il senso profondo della nostra umanità, della nostra fede, del nostro vivere, della storia! Siamo destinati a questo?
Chiaramente no, dico chiaramente per un motivo molto semplice, perché Dio è fedele agli uomini e non ci abbandona, Cristo Gesù è il segno concreto fatto carne di questa assoluta fedeltà di Dio, Cristo Gesù, il FIGLIO DI DIO BENEDETTO.
Non un uomo qualunque, non un grande uomo, non un grande sapiente, DIO nella storia, il DIO con noi, L'EMMANUELE.
L' Eucarestia che celebriamo è questo, nient'altro, né simbolo, né ricordo: E' CRISTO BENEDETTO presente, è il DIO con noi, ma cosa vogliamo di più?
È fedele e allora non siamo condannati a vivere a tentoni, per cercare la verità di noi stessi, della vita, della storia, del presente, del futuro, della morte, no, perché in mezzo a tante idee, voci che caratterizzano e caratterizzeranno sempre la storia umana, noi abbiamo una Voce che ci garantisce la via della vita, che ci garantisce la verità delle cose e innanzitutto di noi stessi, quello che siamo!
Non un pezzetto di natura più evoluta, no, non una particella della società alla quale siamo funzionali, no, ma una cosa sacra, un mistero alto e qual'è questa Voce che ci indica la strada, che ci permette di non vivere nella confusione del tutto e del suo contrario?
È la Chiesa! Amate voi la Chiesa? Ascoltate la parola del Papa? Non per curiosità ma per interesse, non con sufficienza ma per obbedienza d'amore e di fede.
Egli è il successore di Pietro, egli è il vicario di Cristo, a lui personalmente a lui, Cristo ha dato il compito terribile e straordinario insieme, di confermare i fratelli nella fede: "Pietro conferma i tuoi fratelli, tu sarai confermato nella fede e tu conferma i tuoi fratelli".
Cari amici quale grande grazia, la presenza, il carisma petrino, il servizio di Pietro alla Chiesa e indirettamente al mondo intero!!
Ecco la pagina evangelica che ci presenta in modo realistico, non buonista, non ingenuo, non illusorio, quello che è la vita dell'uomo e la vita del cristiano.
Lo fa non per spaventarci, no: perché Lui è con noi, è questo il motivo della nostra serenità, sempre e comunque Lui è con noi, l'Emmanuele e ci indica il Segno, la Presenza e la Voce che ci permette di non essere ingannati.
Ringrazio l'amico Filippo, per le parole anche d'augurio e il benevolo riferimento, a ciò che sabato prossimo il Santo Padre farà a Roma con il concistoro, creando nuovi ventitré cardinali da tutto il mondo.
Ha fatto questo riferimento e quindi mi sembra doveroso prendere l'occasione: pertanto ringraziare per questo e per una piccola preghiera, che chiedo a ciascuno di voi e che ricambio sempre, ma anche per accennare, per profittare dell'occasione e dire ciò che sicuramente già sapete, ma in questo contesto liturgico mi sembra ancora più bello il significato di questo dono e di questo compito, che la porpora cardinalizia è.
Partiamo dalla cosa più semplice, più evidente e che in fondo è quella sostanziale: "il colore degli abiti".
Sembra la cosa più esterna e più accidentale e lo è da un certo punto di vista, il vostro blu non è lo scoutismo, però...!!
Il rosso porpora degli abiti cardinalizi non è casuale, perché richiama il sangue ed è simbolo del sangue: il sangue dei martiri, conseguenza del sangue di Cristo versato per noi.
Il sangue dei martiri che pur di rimanere fedeli a Gesù e alla Chiesa, hanno dato la vita, credo che non ci sia bisogno di altri commenti.
I cardinali sono chiamati dal Papa ad una più stretta collaborazione con il Papa stesso che avviene a diversi livelli, nei modi che egli ritiene più opportuni, ma questo vincolo di particolare collaborazione e fedeltà a Pietro e alla sede di Pietro per il bene della Chiesa universale, è il senso di ogni cardinale.
Questa fedeltà, questa collaborazione, questa testimonianza della fede autentica, di cui Pietro cioè il Papa è il garante fondamentale fino all'effusione del sangue, se il Signore lo chiedesse attraverso le circostanze della vita, ogni cardinale è chiamato a questo.
Affido anche a voi questo dono e questo compito, perché con la grazia di Dio, possa essere fedele a questa nuova missione.
Desidero al termine dell' Eucarestia, salutare con tanto affetto e gratitudine i sacerdoti qui presenti, don Nicolò - naturalmente - che conclude il suo servizio, per prenderne un'altro ormai ben più vasto e siamo contenti di questo, anche se naturalmente sappiamo che non è una perdita, ma è un guadagno e quindi da buoni genovesi ci guadagnamo comunque.
Ti seguiamo naturalmente col nostro affetto, la nostra preghiera e così gli assistenti presenti, ma tutti gli altri in loro che qui non sono e che voi ben conoscete, vogliate loro bene!!
So che questo è nei vostri cuori per i vostri sacerdoti, ma v' invito proprio a crescere nell'amore, nella stima, nell'affetto, nella collaborazione, certamente ai vostri assistenti.
Vi raccomando soprattutto ciò che già vi ho detto l'anno scorso, di questo sono certo e vi ripeterò tutte le volte che potrò: quello di valorizzare i vostri assistenti agli occhi dei vostri ragazzi, come con me hanno fatto i miei capi nei miei venticinque anni, aiutando enormemente il mio servizio di assistente con i ragazzi, dai lupetti, ai rover, agli scouts.
I miei capi ecco non finirò di ricordarlo: me presente e soprattutto me assente, esprimevano la loro stima, la loro gratitudine, per avere il dono dell'assistente e quindi esortavano i loro ragazzi, a profittare della presenza del sacerdote per la confessione, per la confessione, per la confessione, non so se sono stato chiaro!!
La vita cristiana se non arriviamo alla confessione, non regge, non regge assolutamente!!
Abbiamo bisogno del perdono di Dio, della grazia di Dio, della misericordia di Dio, perché siamo tutti peccatori.
Abbiamo bisogno di essere rigenerati dal perdono di Cristo, che ci viene attraverso il ministro della chiesa, senza dire che la confessione regolare, frequente, cominciate voi a dare l'esempio però...!
Regolare e frequente, almeno una volta al mese, diventa anche un itinerario di crescita nella fede, nella dottrina cristiana e cattolica, nella coscienza morale, altrimenti facciamo, rischiamo di fare dei discorsi generali, generici ... e allora valorizzate i vostri assistenti, specie coi vostri ragazzi.
I quali a volte come sempre è successo e succederà, non ci pensano semplicemente e allora c'è bisogno che qualcuno un pò più grande, ricordi questo dono: "il dono d'avere l'assistente ecclesiastico".
Ultima cosa: vi raccomando di pregare perché tanti giovani nella nostra Liguria, tanti giovani possano rispondere con il dono della propria vita al Signore nel sacerdozio; tanti giovani, la Liguria ne ha bisogno, voi lo sapete!!
I sacerdoti numericamente sono pochi ma essi non cadono dalla luna, nascono dalla terra, dal cuore delle famiglie, delle nostre comunità, delle nostre associazioni, dalle nostre parrocchie, nei vari deserti, perché il Signore fa fiorire anche i deserti laddove noi non ce l' aspetteremmo; ma bisogna pregare per questo!!!!
V'invito quindi proprio a pregare personalmente ma anche insieme.
