4° Convegno Ecclesiale - Verona 16-20 ottobre 2006

Discorsi e commenti

Discorso del S. Padre sul sito vaticano:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20061019_convegno-verona_it.html

Commento e analisi del discorso sul wiki: BxviDiscorsoVerona

Omelia del S. Padre sul sito vaticano:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20061019_verona_it.html

Commento e analisi dell'omelia sul wiki: BxviOmeliaVerona

Commenti di Mons. Angelo Bagnasco

Riportiamo qui i commenti1 che l'Arcivescovo di Genova, Mons. Angelo Bagnasco, ha fatto riguardo agli interventi del S. Padre al Convegno di Verona.

A caldo: alla sera stessa del 19 ottobre con i delegati genovesi al Convegno di Verona

Una parola di sintesi: quello che mi ha colpito ulteriormente è la centralità fontale di Cristo a cui il Papa riconduce la Chiesa in ogni suo discorso. Questo - lo sottolineo - ha una valenza nel dire del Papa, come molte altre sue affermazioni. Ho timore che i discorsi del Papa possano sfuggire nella loro apparente semplicità, possano apparire una sequenza di cose che sappiamo. Questo sarebbe un errore straordinariamente grave. Il Papa attraverso queste frasi semplici intende rispondere a questioni enormi del nostro tempo. Quando il Papa parla della centralità sorgiva di Cristo non è scontato: parla a dei cattolici; oggi è sottile e pervasivo che Cristo è uomo e che la risurrezione sconfina nel mito. Questa carica della risurrezione è fondamentale e ce la ricorda continuamente perché c'è il pericolo che perdiamo la fede in Cristo.

Ha affermato la telogia del "sì" che aveva già messo in evidenza nell'intervista alle televisioni tedesche. Egli afferma che un compito importante è di svelare, di far scoprire il vero volto di Dio (implicito riferimento all'Islam e alle religioni o filosofie orientali); il Papa ha in mente queste cose quando ritorna con insistenza sul fatto che il vero volto di Dio è quello di Gesù Cristo. La teologia del "sì" consiste nel fatto che tutti i "no" che la Chiesa dice sono l'altra faccia del "sì" dell'amore, della vita. Questa è una prospettiva che ci fa capire come questi apparenti divieti sono segni dell'amore che la Chiesa ha per il mondo.

Una suggestiva immagine di Mons. Bagnasco presa a Siena il 30 dicembre 2004 che suggerisce luce e benedizione

Nella mia omelia di ingresso ho detto che la questione centrale è quella della qualità della nostra fede e quindi della vita spirituale. Questo è un punto del mio ministero pastorale di cui sono molto convinto e su cui il Papa, molto più autorevolmente, torna molto spesso.
Seconda cosa: mi ha colpito ancora una volta la sintonia del progetto culturale con la sensibilità del Papa, con la concezione dell'uomo e la messa a tema della ragione dell'uomo. Parla frequentemente di allargare gli spazi della ragione il che signfica che la ragione umana non deve essere usata soltanto per capire come funzionano le cose della natura, ma deve mantenere la dimensione metafisica della ragione e del senso delle cose. La ragione strumentale non si pone la questione del bene e del male perché è fuori del suo statuto epistemologico.

Tratto dal
Primo discorso al Consiglio Presbiterale Diocesano
Seminario Interdiocesano del Righi, Giovedì 26 ottobre 2006

Seconda considerazione all'inizio di questo consiglio è il riferimento al Convegno Ecclesiale di Verona e in modo particolarissimo al discorso del Santo Padre che è stata una lectio magistralis di altissimo livello e che da sola può costituire la rotta per la Chiesa in Italia, in Occidente, ma in modo particolare in Italia. Ridurre ad unum il discorso del Papa è impossibile ma mi sono sforzato, rileggendo il discorso, di segnare alcuni passaggi.

Il Papa parte in modo molto deciso dal mistero di Cristo risorto: parte teologicamente, dottrinalmente, nella fede, dal mistero del Cristo risorto e dalla vita nuova che scaturisce da questo mistero. Riguarda Gesù di Nazareth ma anche, con lui, noi e la storia dell'umanità intera. Questo è un mistero la cui cifra di comprensione e di logica interna è l'amore. La risurrezione di Cristo trasforma l'uomo e raggiunge noi attraverso la fede e il sacramento del battesimo. E qui il Papa procede per accenni. Si apre degli spiragli per dirci che dobbiamo approfondire il cuore della fede e il sacramento del battesimo che ci trasforma nella vita nuova del Cristo risorto: Io, ma non più io, noi ma non più noi; ognuno resta con le sue caratteristiche, ma non è più lui soltanto.

Ma se questo accade nel sacramento del battesimo, la vita cristiana sarà una continua risposta e un completamento di quello che è accaduto nel Battesimo: ecco la vita spirituale! Il Papa parte dal Cristo risorto e dalla vita nuova che si prolunga nella sua pienezza attraverso la vita spirituale di qualcuno. Questo è il punto di partenza, ma non per passare ad altro: è l'indicazione portante del discorso. Siamo chiamati a ripartire dalla vita spirituale che nasce dal mistero di Cristo risorto e non è un dato fermo, ma un dato dinamico che richiede una continua risposta.

Da questo dato di fondo - il mistero di Cristo che ci viene incontro nel Battesimo - scaturisce il rapporto con il mondo. E allora ecco che il Papa si ramifica nel suo discorso - e qui noi non entriamo perché ci interessa cogliere i dati di fondo - parlando dell'amore, dell'intelligenza, della natura umana, della sfida educativa, delle responsabilità civili dei cattolici. Tutti questi ambiti il Papa li attraversa come conseguenza dal principio. E allora indica il rapporto Chiesa-mondo. Questo rapporto il Papa lo descrive in tre punti: deve emergere quel grande "sì" che in Gesù Cristo Dio ha detto all'uomo e alla vita, pertanto la fede nel Dio dal volto umano porta la gioia nel mondo. Il primo criterio, dunque, è il grande sì di Dio all'uomo, alla sua vita, alla sua intelligenza, all'amore umano, alla sua libertà. Questo da interpretazione ad ogni nostro gesto. Secondo: accoglienza degli autentici valori dell'umanità. Terzo: la purificazione che il cristiano e la Chiesa ha il compito di portare avanti in termini di servizio verso il mondo e la cultura. Il Papa è molto preciso: entra direttamente nei problemi, non li sfugge, non li elude, non ha paura di entrarci dentro. Ecco allora il criterio che il Papa ci dà.

  • 1 I commenti sono stati presi come appunti da chi acoltava l'Arcivescovo e non sono stati da lui rivisti

ConvegnoVerona (last edited 2006-11-07 08:32:45 by GuidoGallese)