Gennaio 2008: Benedetto XVI e "La Sapienza"
La storia dell'Università "La Sapienza" può annoverare una pagina di intolleranza di cui difficilmente riuscirà a smacchiarsi. È una bruttissima pagina, anzi, per l'Italia intera, nei suoi rapporti con la Chiesa. Direi che dobbiamo fare tre considerazioni. La prima è che ci sono delle contrapposizioni ideologiche ascientifiche (o addirittura antiscientifiche) alla Chiesa e segnatamente al Papa. La seconda è che forse va ripensato il dualismo Oscurantismo/Illuminismo, identificato facilmente con Chiesa/Scienza. La terza considerazione è che noi cattolici subiamo troppo supinamente tutto, salvo indignarci, come in queste occasioni. Andiamo con ordine:
Le contrapposizioni ideologiche. Abbiamo due casi interessanti.
Regensburg, 12 settembre 2006. Meno di un anno e mezzo fa il Papa Benedetto XVI si recava in visita in Germania, nella sua amata patria, e teneva un discorso - anzi: una lectio magistralis - dal titolo "Fede, ragione e università". In essa citava un dialogo dell'imperatore Manuele II il Paleologo con un persiano colto. Cito quello che era scritto sul sito vaticano il 17 settembre 2006 e che - se la memoria non mi inganna - era il discorso effettivamente tenuto da Benedetto XVI (leggermente differente da quello preparato):
Egli in modo sorprendentemente brusco che ci stupisce, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». L'imperatore, dopo essersi pronunciato in modo così pesante,...
A seguito delle proteste del mondo musulmano il Papa volle prendere le distanza ancora più esplicitamente per fugare ogni dubbio, perciò il sito oggi riporta così le prime parole della citazione:Egli, in modo sorprendentemente brusco, brusco al punto da essere per noi inaccettabile,...
Mi pare che non ci sia bisogno di commenti. Se uno sa leggere, capisce e se non capisce non può (= "vuol", in questo caso...) capire nemmeno un eventuale commento.
Per scrupolo, chiediamoci anche: cosa pensava il Papa dei musulmani prima di Regensburg (in modo da essere sicuri che non c'è stato un cambio di indirizzo...)? In occasione della GMG di Colonia, il 20 agosto del 2005 aveva incontrato i rappresentanti di alcune comunità musulmane dicendo:Cari amici, sono profondamente convinto che dobbiamo affermare, senza cedimenti alle pressioni negative dell’ambiente, i valori del rispetto reciproco, della solidarietà e della pace. La vita di ogni essere umano è sacra sia per i cristiani che per i musulmani. Abbiamo un grande spazio di azione in cui sentirci uniti al servizio dei fondamentali valori morali
E aggiungeva:L’esperienza del passato ci insegna che il rispetto mutuo e la comprensione non hanno sempre contraddistinto i rapporti tra cristiani e musulmani. Quante pagine di storia registrano le battaglie e le guerre affrontate invocando, da una parte e dall’altra, il nome di Dio, quasi che combattere il nemico e uccidere l’avversario potesse essere cosa a Lui gradita. Il ricordo di questi tristi eventi dovrebbe riempirci di vergogna, ben sapendo quali atrocità siano state commesse nel nome della religione. Le lezioni del passato devono servirci ad evitare di ripetere gli stessi errori. Noi vogliamo ricercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l’identità dell’altro. La difesa della libertà religiosa, in questo senso, è un imperativo costante e il rispetto delle minoranze un segno indiscutibile di vera civiltà. A questo proposito, è sempre opportuno richiamare quanto i Padri del Concilio Vaticano II hanno detto circa i rapporti con i musulmani. "La Chiesa guarda con stima anche i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini".
In seguito, in ogni caso, il pensiero del Pontefice si è precisato con chiarezza con la visita in Turchia, nazione a larghissima maggioranza musulmana. Chi fosse interessato può cercare su internet "turchia benedetto XVI" e si trova facilmente sul sito della Santa Sede tutto ciò che riguarda la visita.
La domanda che sorge è: perché tutto questo? Dov'è il problema? C'è una difficoltà di fronte ad una citazione contraria al proprio pensiero. Non si capisce il fatto che uno possa citare una fonte se non per sostenere le proprie idee.Roma, Università "La Sapienza", 15 gennaio 2008. Caso analogo. Il 23 novembre 2007 sessantasette fisici scrivono al Rettore Magnifico una lettera nella quale appoggiano la protesta di un loro collega professore emerito, Marcello Cini, che contestava la scelta di aver invitato Benedetto XVI. Essi aggiungevano:
Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
Il testo originale lo trovate qui:. Prima precisazione: nel libro da cui è tratto il discorso - che posseggo - a pag. 65 in basso, in piccolo, c'è questa...
Avvertenza. La prima stesura di questo contributo fu presentata il 16 dicembre 1989 a Rieti - ancora sotto la viva impressione degli eventi appena verificatisi nell'Europa orientale - come tentativo di un'iniziale riflessione sulle cause e le conseguenze di quanto accaduto. La versione qui riportata è quella utilizzata per una conferenza all'Università «La Sapienza» di Roma, lo scorso 15 febbraio 1990. In occasione della celebrazione del millequattrocentesimo anniversario del terzo concilio di Toledo ho presentato a Madrid, il 24 febbraio 1990 un'ulteriore stesura, modificata in relazione alla specifica circostanza.
Prima ironica considerazione: il discorso non è stato fatto a Parma, ma alla Sapienza!
Si vede che hanno rimosso, ma nel subconscio non gliel'anno perdonata...
Inoltre leggere l'originale è molto interessante. Egli cita "Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico", il "filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend" di cui riporta la frase: La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione
ed infine cita anche C. F. Von Weizsacker, fisico, matematico ed astronomo tedesco. Sono tre citazioni che permetterebbero di giungere a conclusioni di alleggerimento almeno parziale della Chiesa nei confronti del "Caso Galileo", ma il Cardinal Ratzinger conclude:Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande.
Sembra chiaro che c'è un grave capovolgimento del pensiero del Papa. Andrea Tornielli insinua che abbiano tratto la citazione da Wikipedia senza controllarla. Viene da dire che questi scienziati sono proprio fedeli alla ragione! E chissà quale insegnamento è scaturito da questa docenza, cui hanno dedicato la vita! Scusate l'ironia, ma di fronte a prese di posizioni così urticanti e non ritrattate è il minimo... Tra l'altro, i giornalisti (gente grama...
) si sono presi la briga non solo di controllare le citazioni, ma anche di andare a rovistare nel passato di Cini, primo autore della lettera al Rettore Magnifico della "Sapienza" cui si associano i 67, ed hanno scoperto delle cose veramente interessanti. La fonte è il Manifesto mensile (maggio 1970, pp. 54-55), citato da Roberto Pertici per www.loccidentale.it. Cini ha parole di critica nei confronti di un convegno organizzato dal Partito Comunista Italiano sulla ricerca scientifica. La scienza diventa mezzo di produzione (e) dunque capitale, e in quanto tale si contrappone come potenza esterna all'operaio e lo schiaccia, rendendolo strumento di fini a lui estranei
Il Cini poi si spingerebbe più avanti, portando Cuba, Cina e Viet Nam a modello in cui la scienza di accompagnaa un impegno collettivo che scuote l'intera società, ad una dura lotta contro l'imperialismo e i suoi valori, ad uno slancio ideale per costruire il socialismo
Interloquendo con Giuseppe D'Alema che vede importante un'accelerazione negli studi sull'elettronica in Italia, ne dissente dicendo:Sono due i casi: o si attribuisce all'elettronica la virtù di costruire il socialismo, e allora gli Stati Uniti sono il primo paese socialista del mondo, o si riconosce che lo sviluppo dell'elettronica in regime capitalistico serve a rendere il capitalismo ancora più forte, e allora non si capisce perché gli operai, i tecnici, i lavoratori che lottano contro il capitalismo dovrebbero scaldarsi tanto per gli obiettivi che D'Alema addita loro
Da queste citazioni se ne ricava un quadro alquanto sconcertante: in questo caso, sì!, viene - in modo preoccupante - disconosciuto il valore della scienza in sé, a prescindere dalle convinzioni di fede o ideologiche. L'atteggiamento sembra seguire un filone di matrice oscurantista. Ma questo lo approfondiamo dopo. Ci basti chiederci di nuovo: dov'è il problema? Viene capita male la citazione di un avversario fatta da Ratzinger. Tra l'altro in quel brano ne cita tre! Ma conclude dicendo che è assurdo basare un'apologetica della Chiesa su questi testi. Ne prende la distanza.Considerazione riepilogativa: il pensiero, oggi è diventato molto debole: debolissimo! Non si riesce a concepire che un uomo di scienza, qual è - veramente! - il Papa, possa citare un suo avversario se non per fargli assecondare le proprie idee. Invece il Papa ha l'animo del ricercatore: studia le opposizione contrarie, le soppesa, poi prende la propria strada motivandola. Questo è metodo scientifico. Ma non è di moda. I ricercatori, infatti, lamentano che soprattutto dalle zone culturali da cui è venuta questa assurda contestazione, si eviti di citare e di mettere in bibliografia i testi dell'opposizione, quasi in un tentativo di pulizia etnico-culturale. O forse perché non si riesce a fare i passi di una vera e scientifica ricerca: ascoltare l'avversario, capirlo, criticarlo in modo razionale, giungere ad una conclusione. Sono i nostri tempi. Tre anni fa stavo guidando un campo scout di spiritualità e un capo, alla sera, mi ha riferito il dialogo con un suo giovane avvenuto nella discussione sul tema del giorno. Quel giovane scout interpellato sulla tematica ha detto "Ah, io non credo mica in Dio!". E il capo: "Ma come imposti allora la tua vita? In che cosa credi?". Lui: "In Gesù Cristo!". Il capo: "E chi è Gesù Cristo?". Lui: "Il Figlio di Dio!". Mala tempora currunt, corrono cattivi tempi! Il pensiero è diventato così debole che in due passaggi si riesce a contraddire da solo. Cosa che ad un pensatore normale richiederebbe forse cinque minuti buoni di riflessione per tirar fuori una contraddizione così ben architettata...
Oscurantismo/Illuminismo: alla luce di quanto sta succedendo, con sempre maggiore frequenza, forse dovremmo ripensare la proporzione Oscurantismo : Illluminismo = Chiesa : Scienza. Infatti chi si rifà ai principi illuministi ha atteggiamenti così fortemente oscurantisti da far pensare se per caso - ai tempi - non si sia trattato soltanto di uno scontro tra due assolutismi: uno fideista e l'altro razionalista, in realtà entrambi oscurantisti. E magari invece la scienza è "solo" in contiguità e continuità con la fede...
Beh, credo che sia una pista da considerare... In tal caso: uno di questi due assolutismi si è ripensato criticamente ed ha modificato le sue posizioni; l'altro è uguale con il passare dei secoli. Noi cattolici: tendiamo a subire supinamente tutto. Salvo poi indignarci, lamentarci, sentirci in minoranza. Ma quando è il momento non siamo presenti: "porgi l'altra guancia", bisogna cercare di essere in pace con tutti, l'importante non è parlare ma vivere con coerenza la fede, e via di questo passo... insoma: tutte le scuse sono buone! Dimenticandoci che "chi non mi riconoscerà di fronte agli uomini neanch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che sta nei cieli", "non sono venuto a portare la pace, ma la spada", non è il parlare che ti impedisce di vivere... Qual è il problema? Che non sappiamo rendere conto della speranza che è in noi. Siamo pigri e codardi. Vogliamo un esempio? Proviamo, per quanto sia doloroso, a mettere un paio di X nella statistica a fondo pagina, con sincerità...
Il discorso preparato da Papa Benedetto. È stato diffuso il discorso che Papa Benedetto XVI avrebbe tenuto all'Università "La Sapienza": è qui, sul sito vaticano.
Il 20 gennaio all'Angelus, i cattolici romani sono stati invitati dal Card. Camillo Ruini ad essere presenti in piazza S. Pietro per manifestare la loro solidarietà al Papa per i fatti della "Sapienza". Ecco qui la registrazione del discorso del Papa dopo l'Angelus. Un gran bel discorso: semplice, alla mano, pacato. Alla fine di tutto direi che "megafono rosso" ha fatto un clamoroso autogol!
Vi ricordo che trovato quasi tutte le registrazioni dei discorsi del Papa su questo sito nelle pagine: AngelusPapaBenedetto, BenedettoXvi e in quelle che da lì sono linkate...
Discorso di Benedetto XVI a Regensburg |
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Sei al corrente del fatto che il Papa è stato criticato da larga parte dei musulmani per il discorso tenuto a Regensburg? |
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Hai letto il discorso del Papa per intero? (Ovvero, non citato, ma nella sua integralità) |
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