Lancio della Route di Pasqua 2010
Sono Don Guido ho 48 anni, 20 di sacerdozio e sono un prete della diocesi di Genova, il mio ministero è quello della Pastorale Giovanile: responsabile diocesano e regionale. Sono scout di origine, ho fatto scoutismo, le routes di Don Sandro, la prima nel 1980 a Natale e di Pasqua nel 1982. Ho avuto la fortuna di avere un grandissimo assistente scout, Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, Cardinale di Santa Romana Chiesa, che faceva strada con noi portandosi la tendina e lo zaino.
Sono contento di esser prete, ma non perché sono un bravo prete, ma perché vedo che il Signore mi ha chiamato a questo. Ogni tanto prendo degli errori, ma è una vocazione così bella! In questa route parleremo dell’amore. Il titolo è “amare senza condizioni e condizionamenti”. Sottotitolo: GEsù è sacerdote: vedo nel sacerdote Gesù? Questo titolo lo abbiamo dato prima del putiferio che c’è stato sui media ed è stato profetico, vedendo quello che è successo.
Che c’entra l’amore con il sacerdozio? C’entra! Che cos’è l’amore? Mi ricordo che al liceo e all’università cercavo una definizione di amore e non ci riuscivo mai, tutte le volte che torvavo una definizione mi accorgevo che era sbagliata. Non ve lo chiedo, ma so per certo che la maggior parte di voi crede che l’amore sia un sentimento, ma questo è sbagliato. Ma non vi dico che cos’è l’amore, adesso: ne parleremo. Partire dall’amore è molto difficile, allora partiamo da qualche altra parte: il sacerdozio cristiano che non riguarda solo i preti, ma riguarda anche tutti i cristiani in virtù del battesimo. Per cui parlerò non solo dei presbiteri, i preti, ma anche del sacerdozio cristiano battesimale. Il sacerdozio ci fa capire l’amore. Per poi tornare ad interrogarci su cosa è il sacerdozio e l’amore nelle vostre vite oggi. Tre giorni, tre temi. Il giovedì santo è la giornata dedicata al sacerdozio: tutti i sacerdoti si incontrano con il loro vescovo e celebrano tutti la Messa con il loro vescovo, perché la Messa del mattino del giovedì santo, la Messa del Crisma, è la Messa in cui tutti i sacerdoti ricordano l’istituzione del sacerdozio. Dunque non c’è giorno migliore per parlare del sacerdozio del giovedì santo: Gesù ha istituito il sacerdozio assieme all’Eucarisita: non c’è sacerdozio senza Eucaristia e non c’è Eucaristia senza sacerdozio. Domani affrontiamo il sacerdozio. Venerdì parleremo dell’amore, che è intonato al venerdì santo perché Gesù è morto in croce per amore. Sabato che tradizionalmente nella Chiesa è dedicato alla Madonna, che è l’immagine e il modello della Chiesa, parleremo della collocazione di ciascuno di noi oggi nella Chiesa, ricchi del bagaglio del sacerdozio e dell’amore. Cioè come vivere il proprio sacerdozio nella Chiesa oggi.
Come potete immaginare tutto questo apre un campo amplissimo, perché oltre alla domanda “cosa vuol dire amare?” di domandiamo: “Per amare bisogna avere delle doti particolari? Bisogna essere portati, come uno che è più portato alla matematica? C’è qualcuno avvantaggiato ad amare?”. Sul sacerdozio: “perché Gesù è sacerdote? Cosa vuol dire essere sacerdote?”. Ancora: “Tra Gesù e i sacerdoti c’è un abisso!” oppure: “ci sono dei sacerdoti che sono pedofili”, per andare alla cronaca, che fa giungere, - nel mondo della comunicazione - a “i sacerdoti sono pedofili”; “siamo tutti sacerdoti o solo i sacerdoti sono sacerdoti?”; “e se lo siamo tutti che differenza c’è tra sacerdote battesimale e ministeriale?”. Queste, e altre, sono le domande sulle quali rifletteremo in questi giorni.
Parto dalla Lettera agli Ebrei cap. 5, vv. 1-4. Non ve la introduco granché questa lettera. Una volta si diceva: “dalla lettera di S. Paolo apostolo agli Ebrei” e qualche biblista un po’ ribelle diceva: “la lettera di S. Paolo apostolo agli Ebrei non è una lettera, non l’ha scritta S. Paolo apostolo, e non è indirizzata agli Ebrei”; è difficile dire esattamente l’origine; qualcuno ha ipotizzato che l’abbia scritta Gamaliele, altri un autore anonimo; in ogni caso l’autore era uno che conosceva molto bene le usanze ebraiche e aveva anche capito molto bene chi era Gesù.
Dice Eb 5, 1-4: “Ogni sommo sacerdote…”
Il sacerdote offriva prima un sacrificio per se stesso per purificarsi, poi offriva per il popolo. Il sommo sacerdote dell’AT era scelto tra gli uomini, per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio. Sacerdote ha la sua radice da sacro: è uno che si occupa della sfera del sacro. È uno che fa qualcosa a favore degli uomini nell’ordine del sacro, quindi in quel territorio di confine che c’è tra l’umano e il soprannaturale. Egli è pienamente del mondo degli uomini, ma si slancia nel mondo soprannaturale a favore degli uomini e lo fa come uomo, come uomo peccatore, offrendo prima per se stesso e poi per tutto il popolo un sacrificio. Che cosa offriva un sacerdote? Nell’AT offriva degli animali. Quando Gesù scaccia i mercanti dal tempio, lo fa perché c’erano le bestie per il sacrificio che venivano uccise in modo rituale con la recisione di un’arteria, il sacerdote usava il sangue per segnare l’altare, la bestia a volte veniva bruciata quasi tutta, in olocausto, per significare che l’odore saliva a Dio e che Dio mangia di questo sacrificio e quelli che mangiano di questo sacrificio sono in comunione tra loro. Quindi quando si mangia del sacrificio e Dio pure ne mangia si fa la comunione con Dio. Vi ricorda qualcosa della Messa? Questo valore della comunione attraverso il banchetto è ancora vivo in meridione. Mangiare non ha solo una valenza di nutrimento, ma anche una valenza sociale, come segno di comunione. E come questo funzionava nella società, così funzionava con Dio. Eb 5,4 dice che nessuno può attribuirsi questo onore se non è chiamato da Dio. Qui sta la svolta, dal versetto 5: nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria del sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che disse: “mio figlio sei tu, oggi ti ho generato”, come dice da un’altra parte: tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek. Melchisedek era citato in Eb 7,1-4. Cita quell’episodio narrato nella Genesi di quando Abramo incontra Melchisedek e gli dà la decima di ogni suo prodotto. Nel mondo ebraico si portava la decima, si pagava al Signore – al sacerdote – la decima che serviva per il mantenimento del sacerdote e del tempio. Ora in Eb 7,1 Melchisedek re di Salem sacerdote del Dio altissimo andò incontro ad Abramo e lo benedisse ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa. Anzitutto il suo nome vuol dire re di giustizia perché melchì viene da malek, re. Sadek è la giustizia. Quindi re di giustizia. Ed è anche re di pace: Salem da shalom (salam in arabo). Egli è senza padre, senza madre. Ci chiederemo dove c’è scritto che non aveva né padre né madre? Perché non c’è la genealogia. Oggi mi è arrivato un sms in cui mi è stato chiesto se è vero che il mondo è stato creato nel 4000 e qualcosa a.C. Io ho risposto che se sei un fissato dell’interpretazione letterale delle genealogie è possibile. Come mai? Perché ci sono le genealogie: Il Tale a tot anni generò il Talaltro, dopodichè visse ancora n anni e generò figli e figlie, e così via. E perché Israele si chiama Israele? Dal capostipite! Perché Giacobbe si chiamava anche Israele; e Giacobbe ebbe figli da cui derivano le dodici tribù di Israele. Per cui uno fa parte del popolo di Israele non per una questione territoriale, perché abita in quel territorio, ma per una questione di carattere genealogico, perché è “figlio” di Giacobbe detto Israele! Loro erano fissati con la genealogia perché si sapeva con la genealogia di che tribù tu facevi parte, non per il luogo dove abitavi. Io sono ligure perché abito in Liguria, per loro no: i genitori di Gesù abitavano a Nazareth. E perché allora Gesù nasce a Betlemme? Per una questione di genealogia: c’è il censimento; e perché non sono andati al “comune” di Nazareth dicendo che abitavano lì? Perché erano originari di Betlemme, della tribù di Beniamino e quindi dovevano andare a registrarsi nel luogo da cui erano originari, il loro “comune” era Betlemme, anche se stavano a Nazareth. Ancora oggi è così, eh? Sono stato parroco di campagna e avevo della gente che diceva: “Don, io sono di Marsiglia (paesino di 45 abitanti)”; questo viveva a Genova, era nato a Genova e veniva su qualche volta all’anno, ma diceva “io sono di Marsiglia”; questo paesino di 45 abitanti aveva due squadre di calcio, una a sette e una a undici! Quindi le radici sono importanti e anche da noi, in qualche modo, ci sono comportamenti analoghi. Gli ebrei in queste cose erano estremamente pignoli. Le genealogie erano importantissime per cui tu eri sacerdote se eri discendente di Aronne. Gesù non è sacerdote secondo Aronne, ma secondo Melchisedek, il quale non ha padre e non ha madre, ovvero non ha genealogia, ma benedice Abramo. Ed è più importante chi benedice di chi è benedetto, per cui Melchisedek è superiore ad Abramo.
Il nuovo sacerdozio è fondato su Gesù e qui l’autore della lettera agli Ebrei dice in Eb 7,15 che “sorge a somiglianza di Melchisedek un sacerdote differente che non è diventato tale per una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile” si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente e l’instaurazione di una speranza migliore perché abbiamo un pontefice differente. Quelli prima sono diventati sacerdoti in gran numero, egli invece – poiché resta per sempre – possiede un sacerdozio che non tramonta. Qui non stiamo parlando di Aronne per l’AT e dall’altra parte di me e dei miei confratelli per il NT, ma stiamo parlando di Aronne e degli altri sacerdoti per l’AT e di GEsù unico, ultimo, eterno sacerdote. E c’è stato solo un unico solo eterno sacrificio, celebrato da Gesù sul Calvario e tutte le Messe che celebriamo sono la ripresentazione di quel solo, unico, ultimo eterno sacrificio celebrato da Gesù sul Calvario. Nell’AT c’è una ripetizione di vittime offerte e di sacerdoti. Per noi la vittima offerta è una sola: Gesù Cristo. E il sacerdote è uno solo, Gesù Cristo, del quale io partecipo un po’ di sacerdozio, come la Messa partecipa dell’unico sacrificio del Calvario. C’erano tanti sacrifici e tanti sacerdoti e si passa ad un solo sacrificio e un solo sacerdozio. Gesù è insieme sacerdote e vittima.
Come viene offerto questo nuovo sacrificio? Sacrificio viene dal latino sacrum facere, rendere sacro. Il sacrificio fa passare una cosa dall’ordine profano all’ordine sacro. E che cosa fa passare dall’ordine profano all’ordine sacro? Nell’AT per consacrare si usava l’olio per indicare che lo Spirito di Dio ti penetra dentro, come l’olio che penetra e viene assorbito persino da una pietra. Voi siete tutti battezzati e quindi siete tutti consacrati, infatti al battesimo siete stati unti con il crisma. E alla cresima siete stati unti dal vescovo sulla fronte; il crisma è olio profumato che ricorda che noi “siamo il buon profumo di Cristo”. Tutti noi che siamo consacrati siamo stati consacrati ricevendo lo Spirito Santo. Ciò che consacra è lo Spirito Santo; tanto è vero che quando il sacerdote viene ordinato appunto sacerdote, sapete qual è il gesto dell’ordinazione? Quello dell’imposizione delle mani. Alla consacrazione vi siete mai accorti che il sacerdote stende le mani? E cosa dice? Manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo perché diventino il Corpo e il Sangue di Cristo. Noi offriamo dei doni, il pane e il vino, che diventano corpo e sangue di Cristo; ma lo diventano in virtù dello Spirito Santo che viene effuso. Ma lo Spirito Santo, nella Trinità è l’amore: il Padre è la fonte dell’amore e riversa tutto il suo amore sul Figlio che lo ricambia in pienezza e questo amore del Padre verso il Figlio e del Figlio verso il Padre è lo Spirito Santo.
Ricapitoliamo: siamo partiti dal sacerdozio; il sacerdozio dell’AT è occuparsi delle cose di Dio a favore del popolo; nell’AT c’erano tanti sacerdoti e tante offerte. Già nell’AT si parla di MElchisedek e si dice che il Messia sarà sacerdote in eterno come Melchisedek; Gesù è l’unico eterno sacerdote. Gesù offre un unico ed eterno sacrificio. Il sacrificio è sacrum facere, e quello che fa passare dal profano al sacro è lo Spirito Santo e lo Spirito Santo è l’amore di Dio.
Siamo arrivati all’amore. Vuol dire che l’amore, di cui parleremo venerdì, è ciò che serve per rendere sacre le cose. Ma non ci viene da dirlo anche per l’amore umano? A volte si dice: “l’amore è sacro!”. Quel legame particolare tra un uomo e una donna che si donano la vita è sacro. Vi lascio qualche spunto e vi chiedo di rifletterci domani lungo il cammino. Per prima cosa chiedo ai futuri capi unità di formazione di riprendere all’inizio del cammino questa scaletta che ho fatto adesso, dal sacerdozio all’amore. Durante il cammino, dopo questa piccola ginnastica mentale vi chiederei di pensare alla cosa che non ho detto, ma ho solo accennato: che cosa c’entrano i sacerdoti con questo? E tirando fuori le consonanze e le dissonanze che voi vedete tra i sacerdoti e queste cose che ho detto. Domani nel capitolo vorrei che venisse fuori questa cosa. E poi vorrei che faceste un po’ di esercizio per capire le conseguenze del fatto che anche voi siete sacerdoti: avevamo detto che nell’AT venivano unti – consacrati – sacerdoti, re e profeti. Gesù in se stesso è profeta, sacerdote e re perché il profeta è colui che parla a nome di Dio e Gesù è LA Parola di Dio (“io sono la verità”) il sacerdote è colui che dà la vita di Dio attraverso il sacrificio e Gesù è la vita di Dio, perché è il Figlio di Dio (“io sono la vita”). Il re è colui che guida il popolo di Dio sulla strada di Dio e Gesù È la strada di Dio (“io sono la via”). Tutti noi, dal momento che siamo consacrati e diventiamo simili a Gesù con il battesimo, diventiamo profeti, re e sacerdoti, cioè siamo capaci di interpretare la Parola di Dio per la nostra vita, di guidare la nostra vita sulla via di Dio, offrire per noi stessi sacrifici graditi a Dio sull’altare del nostro cuore. Io vi chiedo di affrontare nel capitolo questi temi: 1. La figura del sacerdote, rispetto a quello che abbiamo detto: consonanze e dissonanze; 2. Pensate a voi stessi: esercitate il vostro sacerdozio battesimale? Se sì quando? Riuscite a capire qual è la chiave del vostro sacerdozio? In virtù di cosa potete consacrare?
Domani sera nella Messa in Coena Domini spero di riuscire a tirare le fila del discorso…
