Lancio del tema del Venerdì Santo

Vi avevo promesso che saremmo arrivati all’amore. Arrivare ad amare è una questione più complessa, ma conto stamattina di arrivare all’amore. Però per parlare dell’amore vorrei che partissimo dal fatto che non è tutto uguale: amare, non amare, ecc… l’amore non è la ciliegina sulla torta, che può esserci o anche non esserci; ciò che non è amore non è buono, ciò che non è amore è mancanza, è negatività.

Abbiamo nel mondo il male e lo conosciamo molto bene, perché ci colpisce in un modo particolare; io vi chiedo di pensare alle persone care - può esservi capitato - che siano morte, delle quali avete patito un lutto (la morte è il male più radicale in quanto è il passaggio al non essere), e pensate anche alle ingiustizie, alle cattiverie, ai soprusi che avete subito. Cosa succede quando qualcuno fa qualcosa di cattivo nei miei confronti? La cosa interessante è che il male cerca di contagiarmi ed è fortissimo a farlo. E qual è il modo con il quale il male contagia ciascuno di noi? è un atto interiore: comincia il brontolio e la scontentezza. A volte abbiamo una reazione più brutale e immediata - magari anche fisica - altre volte comincia la negatività, lo scoraggiamento, il brontolio e comincio ad avere pensieri negativi nei confronti di quella persona. Il pensiero negativo è un male e abitua la mia anima ad avere un atteggiamento negativo. Quando fai una litigata con una persona il male ti contagia e non riesci ad essere cortese con un amico. Il male mi contagia, divento pessimista: “Fai qualcosa di buono e nella vita non funziona; fai un servizio e nessuno ti dice grazie!”. Vi ricordo che quando facciamo un servizio non ci dobbiamo aspettare nessun grazie anche se è importante che impariamo ad essere grati nei confronti delle persone che fanno un servizio verso di noi.

Dunque: ti sembra che sia inutile fare del bene e cominci a commiserarti e pensi “non riesco a fare nulla di buono, tutti ce l’hanno con me”. Il male si insinua nei confronti degli altri, nei confronti di me stesso e nei confronti di Dio. Succede una tale cosa e dici: “E Dio dov’era?”. Oggi, che è venerdì santo, lo dovremmo vedere: sulla croce. Era in quelle persone a cui è successa quella cosa. C’è una guerra e vengono uccisi dei bambini e Dio dov’era? Dio era in quei bambini e di nuovo ha patito la passione e Dio di nuovo è stato ucciso perché Dio è l’essere e il male è il non essere; tant’è vero che noi filosofi, in modo un po’ provocatorio, diciamo che Dio è l’essere, mentre il male non esiste perché è il non essere. Nel film “La storia infinita” il mondo di Fantàsia è divorato del nulla e questo è filosoficamente ben centrato. Il male è il nulla, è il togliere delle cose, sottrarre qualcosa o metterlo in disordine, non è qualcosa di positivo che viene aggiunto: è il sottrarre un bene. Allora siamo di fronte al contagio del male che è presente nel mondo.

Pensate all’ultima volta che avete subito un torto e pensate quanto è difficile non lasciarsi contagiare dal male. Mi è successo recentemente a Genova che ero in scooter, mi hanno fermato due vigilesse e mi hanno dato una multa di €148 perché mi era scaduta la revisione. È la seconda volta in due anni e due mesi: tutte e due le volte mi hanno preso appena scaduta la revisione. Il problema non era tanto quello della multa, quanto l’orgoglio ferito (era la seconda volta!) e i problemi che ne conseguivano da questo. Senza scooter sono un uomo morto: abito nel centro storico di Genova e la macchina è a due chilometri da casa mia. Io ho delle giornate allucinanti e gravito spesso sul seminario che è a quota 320 metri sul livello del mare, sopra il centro storico. Ad andarci in bicicletta ci vogliono 50’ a salire e 10’ a scendere. Avevo un sacco di cose da fare e mi sono saltati tantissimi appuntamenti. Ad u certo punto mi sono trovato di notte a mezzanotte e mezza ad arrancare con la bicicletta per andare in seminario sotto il diluvio. Immaginatevi dentro che cosa uno si mette a pensare. L’istinto è quello di “smoccolare” interiormente, di tirare delle maledizioni contro le vigilesse… questo è il contagio del male. E devi riuscire a controllarti. La mia salita in bicicletta è stata una via crucis e le ultime due salite nel parco le ho fatte spingendo, ero sfinito. Ma la mia fatica grande non è stata quella fisica, ma quella di non farsi contagiare dal male e di offrire questa fatica per le due vigilesse. Vi devo dire che ieri ne ho incrociata una che mi ha salutato e l’ho salutata e il non farsi aggrovigliare lo stomaco quando incontri una persona è una cosa molto bella ed è una qualità di vita non indifferente. Se io non avessi fatto questa fatica interiore, ma avessi "smoccolato" contro di loro e le avessi maledette avrei ottenuto qualcosa? No mi si sarebbe solo aggrovigliato lo stomaco ed avrei fatto ancora più fatica. Perché quando offri qualche cosa la riesci a fare meglio. Cosa ci avrei guadagnato? Niente. Ci avrei perso e basta e tutte le volte che incontrassi questa vigilessa mi si aggroviglierebbe lo stomaco e invece non mi succedere perché quando perdoni stai bene nei confronti di te stesso, degli altri e di Dio.

Questa positività nei confronti degli altri, di se stesso e di Dio si chiama amore. Questo comincia a sviarvi un po’ perché noi siamo in un mondo sessuomane e l’amore è ben altra roba dal sesso. Ci stiamo avvicinando all’amore dalla sua radice e da quello che avete sentito dovreste aver capito che l’amore non è un sentimento, altrimenti avrei "smoccolato" contro le vigilesse in quanto quello era il sentimento che provavo e quel processo che ho fatto per volgere il male in un bene ed offrire per quelle vigilesse quella salita in bicicletta per arrivare in seminario a dormire, non è stato per niente un’operazione che coinvolgeva il sentimento perché il sentimento – ve l’assicuro – se ne andava tutto da un’altra parte: è stato l’amore. Infatti “sentimento” viene da “sensus” ed è quello che provo, quello che io sento; e quello che io sento è qualcosa di molto più mutevole. E per giunta è anche qualcosa su cui io non ho molta sovranità: io non posso cambiare i miei sentimenti. Questo lo dicono anche le persone, dicono: “Non provo più niente per te, che cosa ci posso fare?”. Quello che "molla" in diretta TV la fidanzata dice “Non provo più niente per te! Che cosa ci posso fare? Non è mica colpa mia!”. E che cosa gli diciamo? Gli diciamo: “hai ragione”, perché se pensa che l’amore è un sentimento e non prova più questo sentimento gli diciamo che ha ragione. Gli diciamo anche che non ha capito molto dell'amore perché l’amore non è semplicemente un sentimento. L’amore è ben altro. Una "storiella" occasionale può anche essere basata sul sentimento: ve lo sconsiglio perché vi educate a vivere il sentimento e non vivere l’amore. Ma una storia tra un uomo e una donna non può essere basata sul sentimento, altrimenti vi trovate in ostaggio di ciò che provate. E guardate che verrà il giorno – in qualsiasi coppia, e non ne esiste una in cui ciò non succeda – in cui il sentimento verrà meno. Unica eccezione è per le coppie in cui il rapporto è guidato dall’amore, per cui anche se c’è un’eclissi momentanea del sentimento, il sentimento torna perché è l’amore che sostiene il sentimento. Viene il momento in cui non provi gran che per una persona ed è l’amore che sostiene il rapporto, ma poi il sentimento torna.

L’amore è la capacità di volere il bene nel momento in cui proviamo qualcosa di negativo. L’amore è la capacità di non farsi contagiare dal male, che non sta tanto nelle cose che facciamo, ma dentro il cuore. Noi abbiamo la mania di vedere i peccati come cose: grande sbaglio! Il peccato, per essere ben fatto coinvolge tre dimensioni: l’oggetto, le circostanze in cui lo fai e l’intenzione con cui lo fai. Smettiamola di pensare che il peccato sta solo nella cosa che fai (l'oggetto): il peccato sta innanzitutto in chi lo fa. Quando uno uccide una persona il problema non sta innanzitutto nella persona che è morta, ma in quella rimasta viva che ha ucciso l’altra, perché quell’anima è rimasta devastata. Il vero grande problema è l’uccisore. E il peccato, il male, non sta tanto in una vita tolta, ma ancora di più in una devastazione interiore che produce il togliere la vita di una persona. Togliere una vita è devastante per l’assassino che è il vero problema. Allo stesso modo un’opera d’arte è il frutto di un grande artista, allora l’arte non sta nell’opera – sta anche nell’opera – ma l’opera è inferiore all’artista che ha causato l’opera; e anche in negativo chi ha causato il male è peggio del male che è stato causato. Scoprirete che dentro di voi non farsi contagiare dal male vuol dire reagire positivamente e reagire positivamente vuol dire fare uno sforzo di volontà: io non voglio farmi contagiare dal male, voglio essere positivo.

L’amore è radicalmente un atto di volontà, tant’è vero che noi diciamo: “ti voglio bene” che vuol dire “io voglio il tuo bene” e l’amore più radicale è quando io dedico la mia vita a rendere felice quella persona. Se la mia vita non è dedicata a rendere felice quella persona, ma è dedicata a rendere felice me stesso, io mi sto guardando allo specchio e quella persona è soltanto uno strumento per rendere felice me stesso. Questo non è amore. Ogni tanto sento delle persone che si incensano da sole, ma attenzione: tante volte sono persone che amano se stesse più degli altri e questo è egoismo e talvolta egolatria e poi raggiungiamo sfumature di ogni genere. Se io non mi dedico a rendere felice l’altra persona, ma semplicemente l’altra persona è uno strumento per rendere felice me, questo non è amore! È sentimento. Quell’altra persona mi fa stare bene, tant’è vero che all’inizio di una storia chiedi a lui: “perché la ami?” e lui ti risponde: “Io la amo perché con lei ci sto bene”. IO la amo perché IO con lei, IO ci sto bene. La radice dell’innamoramento è egoistica: sto bene con una persona. Allora se ci fate caso questo ricorre in tutta la nostra vita. Ad esempio il servizio: “Eh, don, io quest’anno questo servizio non lo farò perché non mi da più niente”. Scusa? Tu per anni mi hai fatto credere che stavi facendo un servizio, cioè c’è un bisogno e ti fai servo di quelle persone che hanno un bisogno, e tu ora mi dici che andavi a prendere! E quando ti capita che quel servizio A TE non da più niente, te ne vai. Ma chi stavi servendo? Grazie per il servizio profondo che hai fatto! Tutta la nostra vita è basata su questa dinamica: il servizio è così, l’amore è così. Quando le cose stanno andando su una piega non buona, se dico che questa storia non mi dà più niente vuol dire che sono nella prospettiva sbagliata: non sono nell’ottica dell’amore; l’amore è quando mi dono ad una persona; è quando io non sono il termine del dono, ma è un’altra persona… lo so che non è semplice, ma noi siamo fatti per questo, non per altro. Noi siamo fatti per donare. E finché non facciamo così il nostro cuore è inquieto, come diceva sant’Agostino.

Allora ci chiediamo concretamente come si faccia ad amare. Devo cercare di volere il bene, per cui quando c’è un male che mi aggredisce devo imparare ad accorgermi di come reagisco; inoltre devo imparare ad evitare che il male mi aggredisca con la sua negatività con i suoi lati oscuri e devo cercare di volere il bene in quella situazione; questo lo si fa con un atto che si chiama “sacrificio”: volgo un male in bene. Da “sacrum facere”, render sacro. Attenzione: sacrificio non vuol dire la passiva accoglienza di un male, la sopportazione, ma significa volgere un male in un bene: è un atto positivo. Non è semplicemente dire “questo male mi tocca, me ne faccio una ragione”, come si suol dire. Non è dire “mi hanno fatto la multa, me la tengo”. Ma volgere in positivo quello che è successo. Quando mi hanno dato la multa la mia grande fatica era capire come potesse venire fuori un bene da quell’atto. Credere che da un male il Signore possa trarre fuori un bene è la grande fatica dell’amore, la grande fatica del sacrificio. Ma Gesù Cristo era di fronte al fatto di andare alla morte: ti ammazzano per tortura! E cosa c’è di buono nell’essere ammazzato per tortura? In teoria doveva rifiutarsi. Invece Gesù è riuscito a volgere in bene una cosa negativa: lui ha fatto diventare un bene la sua uccisione per tortura. Ma per fare questo bisogna entrare in un’ottica di fede perché devi credere che c’è un’ottica superiore e un ordine superiore e quindi Colui che ha fatto quest’ordine. Se non sei in quest’ottica non c’è verso. La morte degli innocenti la puoi girare filosoficamente come vuoi, ma rimane sempre del tutto inaccettabile: ditemi un filosofo che abbia trovato un senso a queste cose qua… non c’è un senso: sono insensate, umanamente parlando. La fede è quella che ci permette di effettuare il vero capovolgimento, che è antimetafisico: da un non essere non viene fuori l’essere, mentre il contrario lo riusciamo a fare con le nostre capacità. La realtà è asimmetrica. Tagliare una testa è semplice, attaccare una testa non è ancora stato fatto da nessuno e se qualcuno lo farà rimarrà sempre immensamente più complicato che tagliare una testa. Il bene e il male non sono due cose simmetriche come il tao: ying e yang. La polarità è il modo in cui noi percepiamo la realtà, ma essa non è così. Il male è una corruzione. La fede è l’unica che ci permette di fare il grande passo dal non essere all’essere.

Chi ha scritto la lettera agli Ebrei scrive in 3,12-19: “Guardate fratelli che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura quest’oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato”. Il peccato cosa fa? Ci seduce e poi ci indurisce. Visto che siamo in un mondo sessuomane, vi faccio un esempio perché magari uno dice “ma con il sesso questo non succede”: no, no, succede! Il peccato ti seduce, il sesso ti seduce e poi ti indurisce. Perché? Perché ti rende incapace di amare; infatti o il sesso viene vissuto all’interno dell’amore come un’espressione dell’amore e allora ha un suo senso, oppure se viene vissuto solo nella sua parte gratificante ti indurisce perché tu ti abitui a trovare in quella persona una gratificazione e per quanto tu ti sforzi di pensare che quella persona è importante, i tuoi ormoni capiscono per conto loro e ragionano per conto loro e agiscono per conto loro e tu puoi fare tutte le tue belle teorie, ma sono inutili arrovellamenti mentali senza nessun aggancio con la realtà che sta andando in un altro modo: in realtà semplicemente tu sei preso fisicamente e il resto è tutta poesiola, roba vuota, pia illusione, ragionamenti per non sentirti la macchina che sei, la bestiolina incapace di governo. La sessualità è un dono di Dio e non è negativa in se stessa. Altro problema enorme: tutti credono che la sessualità non vada bene oppure che la Chiesa dica che la sessualità non va bene. Se la sessualità è espressione dell’amore allora le cose vanno bene, se invece il sesso non esprime l’amore tutto va a ramengo. Cosa vuol dire che il sesso esprime l’amore? Vuol dire che all’amore che provo interiormente deve corrispondere una manifestazione esterna che esprime l’amore. Cosa intendo dire? A volte ci sono delle persone molto espansive che danno il bacino a tutti e poi conoscendole ti accorgi che dietro questo non c’è niente: è un modo di fare esterno per farsi benvolere, ma dietro non c’è un’attenzione effettiva per te. Queste persone ti deludono. Poi ci sono persone che non manifestano quello che provano e non capisci mai fino a che punto ti vogliano bene oppure no. Bisogna essere equilibrati.

Perché la Chiesa è contraria ai rapporti tra uomo e donna? L’amore è la capacità di donarsi all’altro: non quando l’altro lo vedo come uno strumento per saziare un mio bisogno, ma quando io mi dono all’altro. Ad ogni stato interiore corrisponde un gesto esterno. Il gesto esterno che corrisponde al fatto che io mi dono a te sono i rapporti completi che manifestano che io mi dono a te. Ma se io non mi sono donato a te, i rapporti completi non manifestano mica quello: e allora perché ce li ho? Perché mi piace. È una convergenza di due egoismi e non è per niente un atto d’amore: non è far l’amore, è distruggere l’amore, perché ti educhi a non cercare il bene dell’altro, ma a godere, ad usare dell’altro, per te. E questo lo si fa in due e crescono due egoismi che al momento opportuno esploderanno come egoismi, si manifesteranno quali sono: come egoismi. Io sono convinto che la maggior parte dei problemi matrimoniali oggi vengono da questo: dai rapporti prematrimoniali, che educano all’egoismo, per cui ad un certo punto scopri che quegli atti d’amore non erano atti d’amore, ma atti d’egoismo e come disse un padre domenicano ad un suo figlio spirituale (che sosteneva che i suoi erano atti d’amore), quando gli disse che si era lasciato con la fidanzata gli rispose: “Ma come? E tutti questi atti d’amore? A quest’ora dovreste essere una coppia stratosferica!”. Bisogna imparare a far sì che il sesso non sia una roba biologica, un giochetto dei miei ormoni, ma sia la manifestazione di qualche cosa di interiore altrimenti la mia anima non ha lo sfogo esterno di manifestare ciò che vive dentro e si chiude in un’incomunicabilità pesante. Infatti tutto quello che imparo e comunico lo imparo e comunico attraverso i sensi e non da anima a anima. Allora comprendiamo perché il peccato ci seduce e ci indurisce, infatti se uno usa male del sesso il suo cuore si indurisce, perché non riesce più a comunicare a livello dell’anima.

Continuo la lettera agli Ebrei: “Esortatevi piuttosto a vicenda, finché dura quest’oggi, perché nessuno si indurisca sedotto dal peccato. Siamo diventati infatti partecipi di Cristo a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dal principio. Quindi la condizione di essere partecipi di Cristo è mantenere salda la fiducia, che è parente della fede. “Quando pertanto si dice ‘oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori’, chi furono quelli che dopo aver udito la sua voce si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto sotto la guida di Mosé? E chi furono quelli per cui fu disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbe entrato nel suo riposo se non a quelli che non avevano creduto? In realtà vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro mancanza di fede”. Per cui la fede è centrale. Per offrire il sacrificio la fede è centrale. Il sacrificio è quando io di fronte ad una cosa negativa reagisco positivamente, non mi lascio contagiare dal male e tiro fuori l’amore che fa fare il grande salto dalla cosa negativa a quella positiva; e lo faccio in un’ottica di fede perché credo che il Signore può trarre un bene da qualsiasi situazione negativa. Per questo i cristiani sono così forti anche nella persecuzione: perché hanno la fede. E la persecuzione prova la fede.

Ora io vorrei che aveste chiari questi passaggi: siamo partiti dal male, abbiamo detto che è un non essere, abbiamo visto come il male ci contagia, abbiamo visto che i sentimenti in realtà sono inclini a farsi contagiare dal male, ma alcune volte i sentimenti non bastano e c’è bisogno di un atto più alto, un atto di volontà con cui cerco il bene, ma volere il bene è faticoso e capovolgere una situazione negativa volgendola in positivo è faticoso. Che cosa mi può venire di buono da una multa? Solo nell’ottica della fede, credendo che Dio ha un disegno che coinvolge te, sai che c’è qualcuno che da un male può trarci qualsiasi bene. E solo nell’ottica della fede io posso perseverare nell’amare: ed ecco compiuto il sacrificio. Gesù ha avuto fiducia nel Padre e noi pecchiamo quando non abbiamo fede. Allora c’è qualcosa che vi va male? Pensateci! Cosa sta producendo in voi? Oggi è il giorno del silenzio e del digiuno in cui vogliamo pensare a questo atto grande di amore di Gesù che ha avuto il coraggio di amare anche quelli che lo stanno crocifiggendo. Questo è il modo di vivere bene. E quando viviamo così siamo felici, è faticoso ma tu fai la fatica una volta e poi sei felice, mentre invece quando ti lasci contagiare dal male il non reagire a questo contagio è più semplice, ma poi questo contagio ti avvelena e ti rende brutto il resto della vita. Ed è una gocciolina di veleno alla volta che ti prendi, che poi fa della tua vita una vita acida, negativa, aspra, insopportabile; ma questo fiorisce con il tempo, magari quando passi la trentina, mentre in realtà è costruito da lunghi anni nei quali tu accogli il male. Fateci caso: tra i vostri amici e le vostre amiche c’è qualche persona che prende venature sempre più aspre, acide, negative: è il contagio del male. Abbiate fede in Dio! Perché solo la fede è quella che ci fa fare il grande salto di amare sempre e amare sempre è quello che ci porta al vero sacrificio che è trasformare in bene ogni cosa e quindi vivere bene. Che la Madonna ci aiuti e vi accompagni in questo giorno perché possiate vivere in pienezza tutto ciò.

Buona giornata e buona strada!

RoutePasqua2010/LancioVenerdìSanto (last edited 2010-05-28 23:48:46 by GuidoGallese)