Omelia della Veglia di Pasqua 2010

Appunti

Christos anesti, carissimi fratelli e sorelle! Cristo è risorto, alleluia! Questa è la nostra gioia. Abbiamo ripercorso le tappe della salvezza attraverso questa Liturgia. All’inizio la creazione, il Signore porta all’essere tutte le cose e al vertice del creato l’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio, capace di capire e di scegliere. Dopo la creazione dell’uomo Dio già prefigura l’agnello: “padre dov’è l’agnello per il sacrificio?”. L’umanità ha bisogno dell’Agnello. Nella liturgia pasquale viene saltata completamente l’esistenza del male e ci fa vedere solamente l’azione di Dio e di fa vedere solo la risposta di Dio al male: Dio provvede all’agnello. Poi abbiamo visto il Mar Rosso che prefigura il battesimo con cui Dio realizza la nostra salvezza. Poi abbiamo visto la Chiesa che è amata da Dio anche quando la Chiesa o gli uomini della Chiesa non lo sentono. Poi vediamo che Dio dà la salvezza gratuitamente a tutti gli uomini. Ma la sua salvezza è efficace: Dio manda la sua parola perché porti effetto: la Parola che abbiamo ascoltato porterà effetto nei vostri cuori. Credeteci! Poi abbiamo parlato della fonte della sapienza. L’uomo ha bisogno della sapienza per salvarci perché se siamo insipienti non c’è speranza.

E veniamo alla settima lettura del profeta Ezechiele, che a me piace da impazzire. Il Signore rivolge la parola a Ezechiele e gli dice: La casa d’Israele rese impura la sua terra con le sue condotte e le sue azioni. Noi rendiamo impuro questo mondo cari fratelli e sorelle! Noi rendiamo impuro questo mondo! A volte l’umanità è un po’ così: ci portiamo dietro ingiustizie, guerre, cattiverie, omicidi, torture, fame e rendiamo impuro questo mondo e così siamo in esilio. Così sta succedendo. E quelli presso i quali gli israeliti sono in esilio dicono: guarda in che condizione sono questi che erano stati salvati da Dio. E a noi cristiani succede così! Ci dicono: guarda un po’ in che condizione siete: avete delle concezioni retrograde vecchie, stupide. Forse non vi dicono così i vostri amici o non ve lo fanno garbatamente (a volte non troppo) capire? Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, ma per riguardo al mio nome santo. Le nazioni sapranno che io sono il Signore Dio quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Cari fratelli e sorelle, Dio vuole mostrare la sua santità in voi. Voi siete centrali e capitali per il disegno di Dio, questo disegno di Dio di cui abbiamo sentito nelle letture è giunto a voi ed è in voi che Dio vuole fare risplendere la sua santità. Ci credete che potete essere santi? Se pensate che è impossibile diventare santi avete da una parte anche ragione: è impossibile presso gli uomini, aveva detto Gesù. Ma nulla è impossibile presso Dio! Voi siete chiamati alla santità, voi siete chiamati ad essere la presenza della santità di Dio in questa società. È bella questa parola: vi prenderò dalle nazioni e vi condurrò sul vostro suolo, che è la Chiesa, vi aspergerò e sarete purificati, è il battesimo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, è il dono dello spirito. Vi toglierò il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne: quante volte ci sentiamo un cuore di pietra nel petto, incapace di battere, incapace di amare! Il Signore ci promette un cuore di carne.

Come realizza questo il Signore? Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo: lo realizza con l’Incarnazione,con Gesù che va a morire per noi, con Gesù che risorge. Gesù è vivo, oggi. È vivo! Qui non siamo a ricordare che Gesù era vivo, ma che Gesù è vivo qui, oggi!

Sapete le ultime parole di Don Bosco? Diceva sul letto di morte al suo segretario, con i suoi figli radunati intorno (aveva un filo di voce): di’ che la Madonna è qui in questa casa. E il segretario: ha detto Don Bosco che dobbiamo sempre confidare nella Madonna. Lui lo chiama e gli dice: no, no, devi dire che la Madonna è qui, in questa casa. E lui: e dice che dobbiamo sempre confidare in lei se ricorriamo a lei con tutto il cuore. E Don Bosco: no, no! Devi dire che la Madonna è proprio qui! In questa casa!

Questo era uno stretto collaboratore di Don Bosco che non riusciva a credere che la Madonna era lì in quella casa non riusciva a crederci. Così siamo noi. Ma cosa credete che siamo a fare qui, in questa notte? Siamo qui a dire che Gesù è vivo qui, oggi. Vi sembra strano? Vi potrà sembrare strano, ma io dico che Gesù è qui con noi vivo! Ma dobbiamo sentirlo.

Io proclamando il Vangelo ho pensato molto a voi care sorelle scolte cui questo vangelo è dedicato: avete fatto una bella sicura. Le donne sono quelle che vanno al sepolcro, cioè quelle che contavano zero: per la legge di allora non contavano nemmeno come testimoni. E Gesù chi sceglie come testimoni? Le donne, che hanno il compito di annunziare e lo fanno con grande fedeltà: loro si ricordano di quando GEsù diceva che doveva risorgere e tornate dal sepolcro non sono andare a dire “che bello se Cristo risuscitasse”,come ha fatto il segretario di Don Bosco, ma hanno annunziato tutte queste parole agli apostoli. Pensavo a voi care sorelle scolte perché a me sembra che in questo mondo così trasandato le più ferite siate voi. Ferite e nello stesso tempo portatrici di ferite. Ricordo pagine memorabili di Guy di Larigaudie, il Rover Leggendario, che le ragazze erano quelle che facevano muovere i ragazzi con uno stile piuttosto che con un altro. Forse val la pena di ritornare a riflettere su queste parole che non sono semplicemente vecchie. Pensavo a come voi potete annunciare Cristo risorto con la vostra gioia e con un comportamento cristallino in un mondo che di cristallino ha ben poco. Sarei contento che la luce di Cristo splendesse particolarmente in voi. Credo che questa frase non sia tramontata.

Allora siamo chiamati ad esser annunciatori del vangelo: a crederci e ad annunziarlo. Quello che abbiamo annunziato nella Liturgia della Parola adesso si realizza nell’Eucaristia. Quando io alzerò quell’ostia, ragazzi, è Gesù! E domandatevi in che posizione siete: se state facendovi degli strani sconti come quando dici che ti richiama a Gesù o ti ricorda che devi dare la vita per gli altri… no: è Gesù. Poi Gesù ti ricorda anche di dare la vita per gli altri. Ma io vi chiedo quando arriverò alla consacrazione e voi sarete in ginocchio, di adorarlo con tutto il cuore perché è vivo qui! È vivo qui! E guai a noi se non lo riconosciamo vivo qui, perché sarebbe tornare al tradimento della notte del giovedì e non usciamo più dalla route. Sarebbe un ciclo. Che i vostri cuori sappiano riconoscerlo, adorarlo, amarlo gioire e riempirsi di gioia. Questo è l’augurio più grande che posso farvi per una Santa Pasqua. Che la Vergine Maria che più di tutti ha riempito il suo cuore di gioia ci accompagni perché questa Liturgia sia fonte di gioia per tutti noi. Sia lodato Gesù Cristo!

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Omelia della Veglia

RoutePasqua2010/OmeliaVegliaPasqua2010 (last edited 2010-04-18 16:03:49 by GuidoGallese)